lunedì 18 giugno 2012

Darwin Sergio Bonelli Editore


Con Bonelli non rischi mai di trovare grandi novità nelle sue uscite. Infatti la casa editrice italiana  molto legata alla tradizione, ha i suoi standard ed è difficile che se ne stacchi. L’esempio più lampante di tutto ciò è il suo nuovo mensile, Saguaro, che di nuovo ha ben poco visto che è una specie di Tex ambientato negli anni ’70.
Ripeto, Bonelli è molto tradizionale. E questo è un bene o un male.
Elencare il male è facile, e non renderebbe giustizia ai diverse buone e costanti produzioni. Una buona produzione è sicuramente il semestrale Romanzi a Fumetti, periodico da 288 pagine che raccoglie delle storie che potrebbero, appunto, essere dei romanzi.

Dopo due ottime prove come Stria (di Gigi Simeoni) e Linea dio Sangue (di Faraci e Disio) ho preso a colpo sicuro la nuova uscita, Darwin di Piccatto e Barbato. Pregasi di concentrarsi su gli autori: Luigi Piccatto ai disegni e Paola Barbato ai testi. Insomma, due tra i migliori autori dell’intero rooster Bonelli. Non avrei mai potuto spendere così bene 9,5 eurozzi.
Vi dico la verità, era meglio se me li tenevo… vi giuro che erano anni che non ricevevo una delusione così grande per un fumetto!
Una storia, inutile, insulsa e che non trasmette niente.
Piccola trama:
21 dicembre 2012: Giacobbo e Boyager avevano la ragione, arriva la fine del mondo con una bella pioggia di meteoriti. Le prime vittime sono quelli della troupe di Boyager usciti per lo speciale “dopo la fine del mondo Maya arriveranno i marziani per liberare i propri fratelli dall’area 51?
Kent Darwin, studente universitario che vive a Parigi, nel cercare di trovare un rifugio con la sua ragazza Chieko, perde conoscenza per svegliarsi… 4 mesi dopo! Da qui, in uno scenario post amico del miglior Kenshiro, il nostro Darwin cercherà di rintracciare la propria ragazza incontrando anche un misterioso giapponese che decide di aiutarlo.
Risultato della storia? Delusione, grande delusione. Questa volta Bonelli ha proprio toppato.
Darwin cerca di tenerti nel corso di tutta la storia con il desiderio di scoprire i diversi misteri che vengono fuori, per poi rivelarsi la solita, stucchevole minestra da serie televisiva giunta alla 50esima serie. Abbiamo la solita corporazione, il solito voltafaccia, i soliti esperimenti. Ma la cosa che mi fa più fastidio è il finale aperto, non si risolve niente!!! Adesso non so se volontà di Bonelli è presentare fra sei mesi la continuazione, ma credo che tutto in funzione e del gradimento del lettore.
Fatto sta che Darwin è uno dei fumetti più brutti che abbia mai letto, scontato, noioso, disegnato maluccio (e qua mi spiace tanto perché Piccatto mi ha sempre divertito) e ripeto, con un finale che non spiega niente, facendoti capire che tu hai speso 9.5 euro per niente.
Male, cara Bonelli, molto male, e mi spiace tanto scrivere questo perché, qualitativamente, voi siete sempre stati una delle migliori case editrici in Italia.

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