mercoledì 11 luglio 2012

Ultimate Comics Spider-Man vol. 2: perché NON mi piace

Ieri mi trovavo in fumetteria quasi come ogni martedì. Anche se non c’erano novità per me, non sono subito uscito fermandomi quindi a parlare con due miei amici, che di fumetti ne capiscono, eccome (ciao Marco! Ciao Matteo!)!!!! Anzi, uno de due ha un bellissimo canale su youtube oltre che un blog, che potete trovarli qui e qui (ciao Matteo!). Andate a vederli, non ve ne pentirete.

Ma torniamo a noi, o meglio a quanto si discuteva in negozio… tra le varie cose che sono saltate fuori c’era anche un discorso sul nuovo Ultimate Spider Man, in Italia pubblicato da Panini Comics su Ultimate Comics: Spider-Man, far dei nomi meno contorti no è…
C’è chi dice che è interessante, c’è chi dice che è carino, che vende comunque bene, ecc. E poi c’è uno polemico, quello che deve sempre rompere le scatole. Chi è questo? Ovviamente io! Infatti a me il nuovo Ultimate Spider Man non piace! Che sia ben chiaro, non è un sentimento di ritorsione contro la morte del vecchio Ultimate Peter Parker e, neppure per la saga “rivoluzionatrice” Ultimatum (molto bello!) o la nuova stagione iniziata con Ultimate Fallout.
No no, a me non piace Ultimate Spider man perché Bendis, che tutti amano, lo considero sempre un autore sopravalutato. Infatti, il mio modesto parere mi fa dire che,nonostante sia lo scrittore dei scrittori in casa Marvel, non è che abbia creato così tante cose nuove, se non “House of M” e la run “Vendicatori Divisi”. Per il resto, tanta aria fritta, portata avanti da mega-eventi molto lunghi con le corrispettive storie collegate sulle serie mensili.
Per descrivere il mio “non mi piace” a Ultimate Spider Man, non entrerò nei meriti della trama e degli avvenimenti, ma cercherò di fare un piccolo elenco di elementi sul perché questo nuovo personaggio per me non funziona:

La scelta del personaggio: mettere un afro-ispanico di nome Miles Morales è più una scelta commerciale che un motivo di rinnovo del personaggio. Mi spiego: un ispanico protagonista è la chiara rappresentazione degli usa del 2011, dove ormai abbiamo moltissima gente di colore. E come mai non c’è un eroe serio di colore? Ci limitiamo a Falcon e Cage? No, la Marvel necessitava di un personaggio vero e molto presente. In futuro però, questa scelta andrà ancora bene o rischiamo di trovare il protagonista già vecchio e superato fra 10 anni? Ormai molti autori tendono a mettere riferimenti nelle storie contemporanei al mondo reale, programmi televisivi, social network, ecc. in questa maniera sei molto reale e odierno, ma nel giro di un paio di anni diventi obsoleto. Se in un fumetto hai uno che parla su Skype io aggiorna il suo profilo Facebook, al momento può essere odierno, ma già fra un paio di anni, quando il trend sarà cambiato, rischi di avere una storia superata.
Inoltre, non ritenevo opportuno l’inserimento immediato di Nick Fury, che prende “in consegna” il nuovo Spider Man… Cavolo, neanche Miles sa che poteri ha e subito ti arriva Nick Fury… troppo scontato, troppo da film Marvel.
Bene invece il personaggio di Spider Woman, anche se un nuovo lettore impazzirebbe a capire che Spider Woman è il clone di uno che è morto e di cui ti ficcano nel fumetto una parte del funerale. Se fossi un ragazzo delle medie che si avvicina ai comics e, come prima scelta prende questo fumetto, non ci capirei niente, nonostante Wikipedia, i siti, i forum ecc. Troppo caos per un universo di dieci anni... Il post Ultimatum era da gestire molto meglio... e non bastava andare troppo lontano, con gli Ultimate X-Men la questione è stata gestita molto meglio.
Le origini: Miles Morales riceve le origini da una puntura di ragno… non si poteva cambiare? Perché mettere ancora fisicamente un ragno che punge? E poi ancora Norman Osborne e la Oscorp? Non si rischia di perdere una grande occasione volendo mantenere troppi riferimenti con il passato? Per dare atto a questa mia teoria vi ricordo che negli anni 90 c’era il fantastico Uomo Ragno 2099.
Lo Spider Man 2099 di Rick Leonardi, compeltamente diverso dallo Spider man Classic e soprattutto, totalmente NUOVO
 
Questo personaggio NON AVEVA niente a che fare con quello dell’Universo Marvel normale! E come si chiamava questo personaggio? Miguel, nome ispanico tra l’altro…

La velocità dello svolgimento della trama: ho letto i primi 7 numeri in inglese tramite gli albi originali di un amico. Credo che questi volumi mi siano bastati per capire una cosa… la storia procede molto lentamente, intere pagine riempite da dialoghi nulli. In questa maniera noto una dispersione narrativa a livelli di Fear Itself o The Mighty Thor. Sarà il trend del momento, ma a me non è che piaccia molto.

I dialoghi: ed eccoci a quello che mi lascia più interdetto.. i dialoghi! Come avete ben capito non è che Bendis mi faccia impazzire. Infatti non ho mai capito la sua volontà di ammorbare le vignette con suoni quali “uh”, “uhm” ecc. Perché tutti i suoi personaggi devono avere tutti un principio di insicurezza che viene trasmesso attraverso questi balbettii???
Qua sotto metto un esempio
a colpi di "uh" Miles Morales si trova nei guai sopra ad un muro

Inoltre, vi sembra normale questo dialogo tra Miles e suo padre? Ma come è possibile che suo padre, una persona adulta, si possa esprimere in maniera così adolescenziale?
qui il padre sfigato e complessato spiega a Miles la differeenza tra il giusto e il sbagliato, neanche su 7th heaven erano così mal messi

I disegni: ok, Sara Pichelli è brava ma, se si compra un fumetto Marvel, si vuole un comic o un manga? La risposta ovvia e un comic. E allora, perché il tratto della Pichelli ricorda molto i manga? E non è la prima volta che fa così, su Runaways questo era palese, qui invece la cosa viene smorzata, ma rimane sempre presente.
il "manga-comic" Runaways, per quel tipo i disegni i protagonisti mi hanno sempre ricordato il cartone di Memole, quello che faceva "è Memole il nome mio, folletto sono io, in una foresta sto, e molti amici ho!"Inoltre, ho sempre avuto questa curiosità: capisco che siamo in Italia dove si pubblicizza (giustamente) molto gli autori italiani in casa Marvel, capisco che la Pichelli sia brava e italiana, ma nessuno ha mai espresso una parola di merito per il disegnatore delle cover! Kaare Andrews è così bravo con le copertine che quando vedo il fumetto di Ultimate Comics Spider Man mi verrebbe da comprarlo solo per quello. Questo è un grande punto di forza del fumetto, e non so quanti se ne sono accorti, soprattutto tra chi lo acquista regolarmente!
Guardate qua sotto e ditemi se non è vero.
fantastiche cover di Kaare Andrews

Da questi miei piccoli e spero non polemici pareri dico una cosa: non comprate Ultimate Comics: Spider-Man! Aspettate magari un grandi saghe, una raccolta o quello che volete, 48 pagine per 3 euro di fumetto mediocre non valgono la pena. Perché ricordiamoci anche del formato, 3 euro per 48 pagine spillate e con note informative pari a zero.
Se proprio volete qualcosa del mondo Ultimate, acquistate i 4 volumi che sono adesso in edicola con il Corriere della Sera, ovvero gli Ultimate Spider Man Collection. Questi volumi ripropongono la prima stagione di Ultimate Spider Man di Bendis e Bagley! Storie di 12 anni fa, ma ancora piacevoli da leggere.
Che roba aver fatto un blog controcorrente :D

Che il brutal death metal sia con voi!

4 commenti:

  1. Per la scelta dell'afro-ispanico dettata dalle leggi del commercio, potrei essere d'accordo con te. Ma rendiamoci conto che era inevitabile la creazione di un supereroe "serio" di colore e, quindi, quale occasione migliore se non il neonato Ultimate Universe dove puoi fare quello che vuoi (prima, ora, non so)? Saprai benissimo che i fumetti sono nati prima della seconda guerra e che, all'epoca, non è che i neri fossero tenuti in grande considerazione. Ora, le cose sono cambiate e tutti si devono adeguare anche e soprattutto un universo fantastico che vuole proporsi come alternativa alla realtà. Ed ecco perché facebook e simili: da sempre nei fumetti Marvel e DC ci sono stati riferimenti alla contemporaneità, vuoi riferimenti espliciti e commerciali oppure tematici e più introspettivi, ma è inevitabile che il presente influenzi il lavoro degli artisti. Questo non è essere commerciale.
    Per le origini, onestamente, non ti so dire, non mi sono applicato più di tanto su questa cosa, però, è vero che, ora, stanno andando troppo veloce con questo Miles anche se, rispetto agli "albori", lo SHIELD così come l'UU è molto più attento è pronto a certe questioni superumane.
    Per quanto riguarda la Pichelli, hai ragione, però, su USM si comporta benissimo a mio parere! =D E se la cosa ti può giovare, a breve cambieranno disegnatore. ;)
    Bendis mi piace SOLO su USM, quindi, siamo quasi d'accordo anche se non ho compreso la critica al dialogo del padre (non lo riesco a leggere perché è troppo piccolo xD).
    Rispetto per Kaare Andrews!
    Infine, io consiglio di comprare sia questa nuova serie che la Ultimate Spiderman Collection, edizione in volumi che sta uscendo in edicola e che coprirà tutta la prima stagione di USM (fino al n°71 italiano).

    Amen.

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    1. P.S.: ho appena letto la storia e l'arrivo di Nick Fury era d'obbligo per come sono andate le cose. E non sono andate male. Ah, e per la somiglianza delle origini, ho letto il redazionale dove ricordava che Bendis ha voluto omaggiare se stesse poiché addirittura alcune scene erano identiche del tutto al primo numero di USM.

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  2. seondo me un po' essere commerciali lo è invece. facciamo un esempio facile: per come è scritto watchmen rimarrà immortale nonostante ci siano riferimenti alla guerra fredda! negli ultimi anni i fumetti che parlano dei trend del momento diventano automaticamente vecchi! un esempio? kick ass, bello figo, nuovo, odierno! ma fra 10 anni chi se lo filerà? e a me è piaciuto tanto!

    si, ci sono riferimenti alle "vecchie origini" anche dal punto di vista grafico: la vignetta dove miles è appeso al soffitto nel primo numero è come il numero 1 di ultimate spider man con peter parker. sinceramente, non ne vedo il motivo, potevano fare una cosa nuova con con l'ur 2099.

    si vedono male le vignette?? azz e ora come faccio? vedrò di di sistemare la faccenda!

    se come dici tu le ultimate collection ricoprono tutti e 71 numeri, CHI NON LE HA LETTE LE DEVE ACQUISTARE, ASSOLUTAMENTE!!!!

    P.S. max rispetto per la Pichelli, non sia mai che le mie critiche siano distruttive e denigrative!

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  3. Prima di tutto, grazie per i vari link alle mie produzioni! ;)

    Bendis è sicuramente sopravvalutato come ideatore di trame. Figo, figo… ma se vado a cercare tra le cose che mi sono piaciute di più, mi fermo al suo ciclo di Devil, Vendicatori Divisi e a Ultimate Spideman (su Powers non mi esprimo perché non l'ho letto). Mentre i vari crossover si annullano l'un l'altro con il passare degli anni.
    C'é da dire che in Marvel, Bendis ha per lo più rielaborato saghe classiche. Vedi Ultimate Spiderman, ma anche tanti Waht if sono stati saccheggiati e praticamente inseriti nella continuity. Uno su tutti quello che ipotizzava cosa sarebbe successo se l'identità segreta di Devil venisse resa pubblica.

    La scelta del nuovo protagonista di Ultimate Spiderman non mi è parsa così sbagliata e non solo perché è di colore. Spiderman deve rappresentare un newyorchese medio, e oggi il newyorchese medio è figlio di tante culture diverse. Poi il fatto che sia anche una scelta commerciale, è ovvio e ci sta. L'importante è che sia un bel personaggio e venga gestito bene.
    Confesso che mi sarebbe piaciuto vedere un Ultimate Miguel O'Hara, ma ormai è tardi per fantasticare.

    Per il discorso origini fotocopia, devo ammettere che un po' ci sono rimasto male anch'io. Ma la cosa che per il momento mi è piaciuta un sacco, è il rapporto/approccio che tutti quelli che conoscevano Peter hanno/avranno con Miles (compresi noi lettori).
    Poi, finalmente un ragazzino non si è fatto il costume strafigo da solo senza saper cucire, ma gli viene donato da Nick Fury. Che diventerà suppongo, un comprimario fisso insieme a Spiderwoman.

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