martedì 9 aprile 2013

Recensione: Bring Me The Horizion “Sempiternal”

Ho rinviato e rinviato e rinviato questo post.
Voler fare una recensione dei Bring Me The Horizon sul loro ultimo disco, “Sempiternal”, per me è difficile.
 
BMTH
 
Nonostante siano una grande band che, disco dopo disco, è sempre cresciuta modificando il proprio genere, cosa non facile da trovare, al sottoscritto, disco dopo disco, sono sempre piaciuti di meno. Ovviamente, questo è un mio modesto (e piccolo) parere che, nella descrizione del disco, cercherò di tenere per me. Questo perché il prodotto, anche se a me non piace, è valido.
Io non ho mai avuto molta simpatia per i BMTH, nel senso che no ho mai immaginato l’immagine del gruppo in sé, troppo costrutta secondo i stilemi che vanno di moda ora (tatuaggi in bella mostra, vestiti all’ultima moda, attitudine ribelle ma non troppo, capelli drew drop ma curati). Aggiungi poi alcune interviste del leader Oliver Sykes che si atteggiava un po’ a pop star e il mio parere è bello che pronto.
Stessa cosa poi la possiamo mettere nella musica, il disco d’esordio, “Count Your Blessings”, era veramente valido, mentre le altre produzioni, nonostante il suono si modificava in qualcosa di nuovo e (per gli altri) bello, io rimanevo deluso. Volevo che rimanessero brutalmente deathcore? Sì. Volevo che non mettessero parti di elettronica che ora vanno tanto di moda? Sì.
Perché sì? Perché così mi sembrano una band di tendenza, fatta per le nuove leve 15enni che vogliono ascolta musica metal. Discorso retrogrado, ce ne sono sempre state di queste cose e, alla mia età questo non dovrebbe proprio influenzare il giudizio sulla band, dovrei avere gli orizzonti un po’ espansi. Ma stavolta proprio non ce la caccio. Sì, sono proprio antipatico.
E proprio perché sono antipatico, io il disco lo piglio e me lo ascolto lo stesso, e la recensione si cercherà di fare nella maniera più trasparente e onesta possibile.
 
"Sempiternal”
 
“Sempiternal” è un disco che proseguono quanto tracciato dalle precedenti ultime due release,
“Suicide Season” e “There Is a Hell, Believe Me I’ve Seen It. There Is a Heaven, Let’s Keep It a Secret” (fanculo ad un titolo cosi lungo), ma con delle migliorie a livello compositivo. Ovvero i BMTH sono consci di cosa possono fare e lo fanno sempre meglio, soprattutto grazie ad una grande produzione alle loro spalle.
Il disco inizia con “Can You Feel My Heart?”, una specie di intro con parti di elettronica è un misto che trasmette il perenne senso malinconico della band pronto a tramutarsi in rabbia. Rabbia che arriva subito dopo con “The House Of Wolves”. E qui sta il tutto (che non è poco) dei BMTH, melodia misto a rabbia, con elementi di elettronica che vanno ad impreziosire il suono. Elettronica che si torva al suo massimo nella terza track, “Empire (Let Them Sing)”. Il disco procede spedito e veloce, non cala mai mantenendosi sempre in un certo equilibrio.
Ripeto, tutto questo non mi piace ma, le canzoni sono strutturate bene e, non si può togliere nulla alla band.
Disco che consiglio a chi li consoce già, perché non rimarrà deluso. Io, che sono vecchio dentro e non capisco questi suoni “da giuovani”, passo ad altro.
 

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