martedì 16 aprile 2013

Recensione: Master Keaton

Come detto in precedenti post, adoro Naoki Urasawa, i suoi manga come 20th Century Boys, Happy o Monster, sono tra i più belli che abbia mai letto.
Quindi ogni volta che scopro la pubblicazione di un suo manga in Italia, prendo almeno il primo numero per capire se la storia è valida.

2 mesi fa c’è stato un piccolo fallimento con Yawara, che sinceramente non mi è piaciuto molto, ho fatto perfino fatto fatica a finire di leggere il primo tankobon. Però, essendo la sua prima opera, non mi sono preoccupato più di tanto, prenotando quindi in fumetteria l’altro manga che debutta questo mese, ovvero Master Keaton.
 
 

Pubblicato originariamente tra il 1988 e il 1994 sulla rivista Shogakukan, viene poi ristampato in 18 tankobon e in 12 nell’edizione kanzeban (noi queste edizioni le chiamiamo deluxe).

Master Keaton parla di Taichi Hiraga-Keaton, padre inglese, madre giapponese, ricercatore universitario di archeologia, ex sas, investigatore privato con metodi molto originali.
 
 

La storia non si sviluppa capitolo dopo capitolo in un’unica trama ma, ogni capitolo tratta un’avventura a se, che si fonde in una sorta di avventura poliziesca mista ad Indiana Jones e che, per certi aspetti, mi ricorda molto i manga Spriggan e D-Live.
Mai letto Spriggan? Male male, dovete farlo!
 
La cura dei dettagli (soprattutto dei paesaggi e dei siti archeologici) sono perfetti, nel pieno stile di Urasawa. La narrazione è ricca di riferimenti archeologici o di tecniche di sopravvivenza, cosa che ai gironi d’oggi si possono vedere in “Man Woman Wild” o programmi simili. In ogni caso, letto il primo volume, sono un po’ indeciso se continuare in quanto:

1) le singole avventure in alcuni casi sono un po’ insipide, si concludono in maniera frettolosa e in taluni casi senza risvolti interessanti. Purtroppo manca il coinvolgimento della narrazione che Urasawa riesce a sviluppare nel lettore (o almeno, in me) come avviene nelle sue successive opere (Monster, 20th century Boys, Pluto, Billy Bat).

2) non ho capito quanti volumi compongono l’edizione italiana della Planet Manga: avremo 12 volumi o 18? Io credo 12, in quanto il formato con sovracoperta mi ricorda l’edizione kanzeban ma, non essendoci nessuna nota introduttiva, non ne sono sicuro.

3) il prezzo: 11,9 euro mi sembrano un po’ tantini per un fumetto che non mi ha convinto molto. Si potrebbe provare il secondo volume, vero, ma non voglio impegnare troppo le mie finanze. Infatti, tornado al punto 2, 11,9 euro per 12 uscite (o peggio 18) sono un bel investimento.

4) la presenza di refusi, cosa che mi sorprende un po’. Planet Manga, ha fatto sì diversi errori nel corso del tempo, soprattutto legati alla qualità scarsa dei volumi, per via della scelta delle carta o della grandezza del formato. In genere però, le edizioni deluxe sono ben curate e non presentano errori. E deve essere cosi, visto il prezzo. Ma stavolta no, ho notato alcuni refusi nei dialoghi che non ci devono essere. Insomma, giusto per fare un esempio, nel capitolo 6 il professor Barney deve rimanere Barney, non diventare, la pagina dopo, Bernie!

Staremo a vedere quando sarà disponibile il secondo volume se avrò voglia di continuare questo manga, al momento consiglio a voi, mie (pochi) lettori, di provarlo. Alla fine, anche se la storia non mi convince molto, credo che lo scoglio più alto da superare sia solamente il prezzo.
 
 

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