giovedì 23 maggio 2013

Recensione The Dillinger Escape Plan: One of Us Is the Killer

Non sono un grande amante del matchore, mi fermo praticamente ad una raccolta postuma del 2004 dei leggendari Botch.
Con questo non voglio dire che matchcore= cacca ma, che il matchore o lo suoni bene oppure è meglio cambiare genere.

I Dillinger Escape Plan lo suonano bene, punto.
 

E questo è solamente la punta dell’iceberg della loro ultima fatica, “One of Us Is the Killer”, perché qui non c’è solamente un disco match suonato bene.
Qui c’è genialità, pazzia, capacità di spiazzare l’ascoltatore, la bravura della band che dopo 5 dischi ha ancora qualcosa da dire.
Comprate questo cd, mettetelo nel lettore, distendetevi sul divano e lasciatevi andare dentro questo disco, un impasto di metal, passaggi grind, jazz, e rock sperimentale, momenti vocali urlati e melodici. Non cito nessuna canzone di riferimento, perché il disco, canzone dopo canzone, si sviluppa in maniera coesa, amalgamata, senza eventuali parti migliori e peggiori ma, mantenendo sempre lo stesso hype, di livello molto alto.
Troverete tutto questo incastonato in maniera perfetta, senza sbavatura, senza correre il rischio di sentire momenti cacofonici, pesanti e che tendono ad allontanarti.


 
 

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