sabato 15 giugno 2013

Recensione: Megadeth “Super Collider”

Dopo l’ultimo album, “Thirteen”, ero convinto che i Megadeth avrebbero avuto la capacità di ritornare ai vecchi fasti e, seppur impossibilitati di ripetersi con dischi come “Rust in Peace”, “Youthanasia”, avrebbero potuto ritornare a fare buona musica.

Megadeth "Rust in Peace"
 
 
Megadeth "Youthanasia"
 
Mi sono sbagliato. Il loro ultimo disco, con tra l’altro il ritorno di Dave Ellefson, è una ciofeca pazzesca.

“Super Collider” è un disco brutto, che parte con una buona opening track (“Kingmake”) l’album, canzone dopo canzone, scende nell’anonimato più totale. Sia ben chiaro, non arriviamo allo schifo totale di “Risk”, disco metal più brutto di tutta la storia del genere (i Metallica e le loro ultime produzioni sono fuori classifica), però non si può pensare che questi siano i Megadeth.
Il nuovo album "Super Collider"

Delle 11 canzoni che compongono il disco, eccetto la prima, si salva pochissimo, sound leggero, senza mordente e coinvolgimento. Se si prende “Super Collider” ci si trova praticamente un “Rust in Peace” smezzato, decapitato, con canzoni mediocri che non riescono a trasmettere la giusta intensità.
In ogni caso, in rete ho letto molti commenti alle varie recensioni di persone entusiaste, alcuni danno come voto un bel 7 o addirittura 8.
Io invece non posso andare oltre al 5. disco consigliato solo a chi vive ancora solo con la musica de mostri sacri dei anni 80, che ama solamente quel tipo di riff e che è capace dio trovare qualcosa di positivo in disco come “X-Factor” (perché in “Virtual XI” è impossibile) dei Maiden o “St. Anger” dei Metallica.


 

Nessun commento:

Posta un commento