giovedì 22 agosto 2013

Recensione: Black Sabbath "13"

Quanto è difficile descrivere l’ultimo lavoro dei Black Sabbath!

E’ bello? E’ brutto? E’ una trovata commerciale? E, soprattutto, serviva alla band? Verrà ricordato in futuro come “Paranoid”, “Black Sabbath”, “Master of Reality” o “Sabbath Bloody Sabbth”?

Vediamo di rispondere a queste domande, che sono stati primi pensieri che mi sono posto appena ho avuto in mano questa nuova release.

Partiamo dal titolo, 13”, il numero che porta sfiga nei paesi anglofoni.
 
Perché 13? Perché è il tredicesimo album e, per una sorta di sfida contro il “male”, la band sceglie questo nome. Per me è una buona idea, anche se ho paura che il titolo è stato scelto dall’apparato che ruota attorno alla band, consiglieri, manager, leccaculo succhiasoldi vari…. Sì, perché sono del dubbio che in “13”, i Black Sabbath ci abbiano messo dentro poco di loro e molto da agenti esterni, interessati a far vendere il più possibile un album. Album che infatti ha 3 versioni, una normale (con 8 canzoni), una Deluxe a cui vengono aggiunte 3 songs, “Methademic”, “Peace of Mind” e “Pariah” e una versione Best Buy. A questa versione è stata aggiunta “Naiveté in Black”, per un totale di dodici nuovi brani e settantadue minuti di musica.
Ma andiamo al nocciolo della questione, concentriamoci sul disco. La band, con mia grande soddisfazione, sul disco svolge un ottimo recupero di sé stessa. Il disco nella sua integrità e completezza suona sempre bene, le canzoni sono tutte suonate, cantate, scritte e pensate bene!
“End of Beginnin” è un buon inizio, “God is Dead” ha il groove stile BS, “Zeitgeis” vuole essere la nuova “Planet Caravan” anche se, ovviamente, non ce la fa. Però, nonostante questo, in un certo modo si fa apprezzare. Altre canzoni degne di nota sono “Live Forever” e Dear Father”.

In conclusione, un disco piacevole. E qui ritorniamo alle domande del punto di partenza:

E’ bello? E’ brutto? Trovata commerciale? E, soprattutto, serviva alla band? Verrà ricordato in futuro come “Paranoid”, “Black Sabbath”, “Master of Reality” o “Sabbath Bloody Sabbath”?

Sì, è bello, purtroppo è una trovata commerciale e, soprattutto, non serviva alla band. No, assolutamente, non serviva. 13”, nonostante sia un disco positivo, non serviva ai BS, non potrà mai essere accostato a quanto prodotto da questa band negli anni ‘70. Il tempo passa, la band non si è mai rinnovata, questa formazione è ferma a livello compositivo da 30 anni, a cosa serve fare un disco ora? Fortunatamente, come già detto, il disco se preso in sé per quello che è, risulta una buona produzione. Consigliato solo a chi è stra-fan della band di Birmingham.
 
 

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