giovedì 10 ottobre 2013

Recensione: Carcass "Surgical Steel"

I Carcass, dopo la reunion del 2007, correlata da diverse date nei principali festival mondiali, ritornano con un nuovo disco, “Surgical Steel”.
 
 
 
 "Surgical Steel"

 
I Carcass, band luminare del metal anni 90, capace di proporre un nuovo sound (il death melodico) molto prima di tutto quello che ora è definito Goteborg Sound, espressione stilistica e punto di riferimento per indicare tutte le band che oggi fanno melodic death metal.
 
i Carcass da giuovani
 
I Carcass, band che nel 1988 inizia la sua scalata nel mondo del goregrind, uno dei generi più brutali con il basilare “Reek of Putrefaction”, disco che ricorda molto la violenza dei conterranei Napalm Death. Ovviamente era solo l’inizio. La band si ripete poi nel 1990 e nel 1991, con “Symphonies Of Sickness” e “Necroticism - Descanting The Insalubri”.

“Reek of Putrefaction”

“Symphonies Of Sickness”

Necroticism - Descanting The Insalubri


I Carcass, band che nel 1993 esce fuori con “Heartwork”, disco fondamentale e che tutti gli appassionati di musica heavy devono avere in casa. “Buried Dreams”, “Carnal Forge”, la stessa “Heartwork”, ma anche “This Mortal Coil” o la conclusiva “Death Certificate”, sono canzoni che fondono per la prima volta la pesantezza del death, coadiuvato dalla violenza di chiara ispirazione ai maestri Napalm Death, coadiuvando il tutto con delle melodie di chiara derivazione maideniana. Un unione di velocità, precisione chirurgica, violenza e melodia.

“Heartwork”

I Carcass, band che nel 1995 hanno capito che n on possono più rifare un disco come “Heartwork”, e allora cambiano leggermente stile e pubblicano “Swansong”. Il nuovo disco si presenta più rock ma, mantenendo comunque il loro concetto di melodia e pesantezza. Altro successo, più che mertiato tra l’altro.
 
“Swansong”

I Carcass, band che nel 1996 capisce che non può più andare avanti per un semplice fatto, hanno fatto tutto quello che li veniva in mente, non si volevano ripetere o fare un disco di scarso valore. La band si scioglie, c’è la raccolta postuma e buonanotte al secchio.

Passano gli anni e, complice i problemi fisici del batterista, ormai impossibilitato a suonare, complice l’accasamento del chitarrista Mike Amott con gli Arch Enemy, mi fa capire che i Carcass non sarebbero mai più ritornati.

Mai dire mai.

Con la reunion nel 2003 dei Twisted Sister, nel giro di qualche anno praticamente tutte le band che si erano sciolte nel corso del tempo (esclusi i Pantera), almeno per un breve periodo si presentano sui palchi dei principali festival metal. I Carcass arrivano, come già detto nel 2007. C’è ancora voglia di suonare. E meno male.

Personalmente vedo i Carcass due volte quell’anno, a 10 giorni circa di distanza, prima al Gods of Metal a Bologna, poi al Metalcamp a Tolmin.

I Carcass, band di cui ero convinto che non avrebbero più fatto dischi, al limite qualche data. Invece no, come ho iniziato questo post, questo mese, dopo l’annuncio di un po’ di tempo fa, esce “Surgical Steel”.

Perché vi ho fatto tutta questa premessa prima di dire “sì il disco è bello” o “il disco è brutto”?

Per un semplice motivo, volevo far capire cosa ha fatto questa band nel corso del tempo. Dovevo dirlo, per rendere l’idea che, anche se “Surgical Steel” è un disco normale, almeno riporta completamente sulla scena una delle migliori band al mondo.

“Surgical Steel” si presenta come un disco che raccoglie l’essenza di “Heartwork” mescolato leggermente a “Swansong”. Della serie: “ragazzi, noi questo sappiamo fare”. E a me va bene, perché questo vuol dire che la band non vuole prendere in giro il pubblico (di nuovo), cercando di fare chissà cosa con il rischio di produrre una porcheria.

Ottima l’intro 1985”, anno di nascita della band e canzoni come “The Master's Butcher Apron”, “A Congealed Clot of Blood”, “Thrashers Abattoir”, “Unfit For Human Consumption” e “Cadaver Pouch Conveyor System”.

Disco da avere, sia per chi li conosceva prima che per le persone che vogliono ascoltare qualcosa di cattivo, ma nuovo.

 

Nessun commento:

Posta un commento