giovedì 22 maggio 2014

Recensione: Me First and the Gimme Gimmes “Are We Not Men? We Are Diva!”

“Are We Not Men? We Are Diva!”

A questa domanda e relativa risposta non so rispondere! Però so che questo disco, ovvero l’ultima produzione di quei fighi dei Me First and the Gimme Gimmes, è una bomba.
Per chi non lo sa, i Me First and the Gimme Gimmes non sono altro che:
alla voce Spike Slawson (Swingin’Utters, Re-Volts), al basso Fat Mike (NoFx), alla batteria Dave Raun (Lag Wagon) e alle chitarre Chris Shiflett (Foo Fighters) e Joey Cape (Lag Wagon).



La band, attiva dal 1995, è nata per rielaborare in chiave punk rock diverse canzoni, spaziando dagli anni ‘50 ai ‘90, per sconfinare su sonorità country o prendendo spunto da colonne sonore di film. Tra le mie preferite, classici quali “I believe I can fly” (R. Kelly), “Country Roads” (Jhon Denver), “Where Do Broken Hearts Go” (Whitney Houston), “Blowin' in the Wind” (Bob Dylan), “All my Loving” (The Beatles), “Over the Rainbow” (dal film il Mago di Oz).

Che cosa propone “Are We Not Men? We Are Diva!”?? un’altra sfilza di classici, che piacciono, sia in originale, sia in chiave punk rock.

 Tratto brutalmente dalla tracklist:

1. I Will Survive
2.
Straight Up
3. Believe
4. Beautiful
5. My Heart Will Go On
6. I Will Always Love You
7. Top of the World
8. Speechless
9. Karma Chameleon
10. Crazy for You
11. On the Radio
12. The Way We Were

“Karma Chameleon” (Culture Club), “I will survive” (Gloria Gaynor), Believe” (Cher) e My Heart Will Go On” (tratta dal film Titanic) sono le mie songs preferite.

Consigliato a tutti, decisamente! E per chi vuole vedere un loro live, ecco qui quello a cui ho partecipato un po' di tempo fa a Ljubljana!

martedì 20 maggio 2014

Punk Rock in 5 steps!

E dopo tanto, tantissimo tempo, ritorno con il mio blog ed i miei fantomatici post!
Ah, non ve ne eravate accorti…
Bhe, non mi ero accorto neanche io!

Ma mi è tornata la voglia di scrivere, quindi miei (pochi ma buoni) lettori, eccovi qua un altro trepidante, travolgente, ammaliante post!
Visto che nel penultimo si parlava del 1994 e di tutti i suoi dischi, oggi mi son posto la domanda: riusciamo a suddividere in qualche era-filone il punkettino che dai anni 90 ad oggi circola più o meno allegramente?
Risposta: anche sì!
Personalmente, il tutto lo racchiuderei in 5 –cinque- mini eventi, dettati più che altro da una mia riflessione sulle uscite che ci sono state nei vari anni e che cosa rappresentava
Tri, dvet, ena, fffffhhh!

1) Il momento della ripresa (1990/1994)
La ripresa del punk rock, avviene nei primissimi anni '90, visto che nei '80, nonostante alcune proposte (Bad Religion, Adolescents, Descendents), la scena era completamente di stampo hardcore. Nei primi anni 90 ci sono nuove band, che influenzate dal punk rock degli anni 70 ma anche dell’hardcore della decade poco, piano a piano cominciano a spianare la strada di un ritorno della scena. Come non menzionare i primi NoFx o i The Offspring, giusto per fare nomi che conoscono tutti, senza però dimenticare i Screeching Weasel, Lifetime e Down By Law.

 Screeching Weasel

2) Il revival della West Coast (1994/1998)
Taac! 1994, cadiamo sempre qua, c’è poco cosa fare! il 1994, è l’anno dove il punk la fa di nuovo da padrone. Album come “Dookie” o “Smash” escono proprio in quest’anno. Ma non scordiamoci di “Punk in Drublic” dei NoFx.
Successivamente, attraverso due etichette della West Coast, ovvero la Fat Records e la Epitaph, abbiamo negli anni successivi diverse band di livello mondiale: Lag Wagon, Good Riddance, Strung Out, Lag Wagon e No Use For A Name per Fat Records, Pennywise, Bad Religion e Rancid per Epitaph.




3) Il momento mainstream (1998/2002)
Ovviamente, con tutto questo proliferare di band che riscuotono successo, ecco che arrivano le major in caccia di new sensation. La scelta ricade su Blink 182, Sum 41 in primis, e Zebrahead, MxPx, New Found Glory e Good Charlotte in un secondo momento. Il punk rock è a livello globale, soprattutto per i Blink 182 e i Sum 41.
Come dimenticarsi della prima hit dei Blink, “What’s My Age Again”, o “Fat Lip” dei Sum41?




4) L’invasione prot-pseudo frangetta Emo (2002-2008)
Ed ecco che il punk rock, come si era inteso finora, viene modificato dall’ondata new emo, che ovviamente non ha nulla a che fare con il vero Emo degli anni 90, di band come Texas IsThe Reason, Quicksand, Saves the Days e compagnia bella. Insomma, una musica apprezzata diventa un oggetto pari a quello che scende giù dal –scusate il poco eufemismo- water. Alcune band cercano il colpo grosso (e fallendo miseramente) come i New Found Glory con "Coming Home". Ed ecco arrivare Fall Out Boy e Paramore, che poco danno ma ricevono comunque tanto successo, soprattutto tra le file di 15enni.
Ricordiamo poi il trucco sotto gli occhi dei Green Day ed i loro "American Idiot" e "21th Century Breakdown" che tanto successo hanno riscosso.


5) Back to the Ninenties (2009-ora)
Il punk rock riprende la sua posizione, album come “Coaster” dei NoFx, "The Feel Good Record of the Year" dei No Use for a Name e "All or Nothing" dei  Pennywise (con Zoli Teglas dei Ignite alla voce) dimostrano cosa vuol dire suonare veramente punk rock. Assieme a questo nuovo ritorno di fiamma, si manifesta anche il metalcore, con i suoni più catchy dei A Day To Remember a cose più pesanti dei Parkway Drive.
NoFx "Coaster": album da avere

A Day to Remember