lunedì 24 agosto 2015

Iron Maiden "The Number Of the Beast"

Dei mille mila album che hanno fato gli Iron Maiden (16 per l'esattezza, considerando "The Book Of Soul" in uscita il 4 settembre prossimo), c'è una sola certezza:
"Virtual XI" è l'album più orribile che hanno mai fatto.
Credo che gli Iron Maiden stessi si rifiutino di ammettere di aver scritto "Como Estais Amigos", un canzone a dir poco imbarazzante!


Ma qual è l'album più bello?

Qui il mondo maideniano si divide. Probabilmente, la scelta della maggior parte cade sui primi album di Dickinson o su quelli di Di'Anno; oppure qualcuno potrebbe dire "Fear of the Dark", per via della presenza dell'omonima canzone...

io dico "The Number Of the Beast"




Woe to you, oh earth and sea

For the Devil sends the beast with wrath
Because he knows the time is short
Let him who hath understanding
Reckon the number of the beast
For it is a human number
Its number is six hundred and sixty six


"The Number Of The Beast", oltre ad essere il mio primo ascolto dei Maiden, è di sicuro l'album con più canzoni che possono essere considerate tutte delle piccole hit!
Dall'alto di una stupenda copertina, l'album sputa una dietro l'altra canzoni epiche come "Invaders", "Children Of The Damned", "The Prisoner", "22 Acacia Avenue" e la stupenda "The Number Of The Beast". Può bastare? E no, ecco che si prosegue con "Run To The Hills" per poi calare (ma anche no) con "Gangland", "Total Eclipse"  e concludersi con la superlativa "Hallowed Be Thy Name".
Ecco, trovate voi un altro disco dei Iron Maiden che raccoglie cosi tante song importanti... i dischi di Di'Anno? Belli, li amo, ma non sono così maturi.
"Powerslave" o "Piece Of Mind"? Anche loro sono ok, hanno sì belle canzoni ("The Trooper", "2  Minutes To Midnight" i due esempi più lampanti), ma nell'ascolto del disco si hanno dei cali.
Qui no, e la riprova è che a distanza di 20 anni dal primo ascolto, "The Number Of The Beast" mi regala ancora emozioni.



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