lunedì 23 novembre 2015

Adam Wild chiude

E così arriva la triste notizia dopo i rumors della scorsa settimana.
Adam Wild, la penultima serie ad uscire mensile per Bonelli Editore, si concluderà con il numero 26.


Sul Facebook di Gianfranco Manfredi, autore della serie, il triste comunicato:

ADAM
Continuo a ricevere messaggi su Adam Wild, di cui vi ringrazio. Devo un chiarimento in sintesi: 1. Si concluderà con il n.26? Sì. 2. Vendeva troppo poco? Sì. Meno di tutte le mie serie precedenti. D'altro canto è oggi difficile fare paragoni con il passato ( se paragoniamo le vendite dei dischi e quelle dei libri tra i decenni passati e oggi, è un funerale) . Diciamo che attualmente la soglia di sicurezza per i fumetti Bonelli è sopra le ventimila copie mensili. Sotto, scatta l'allarme. Soglie molto più basse di quanto non accadesse in passato. 3. Potrebbe esserci un'inversione di tendenza? Dipende dai lettori. In altre serie è capitato che si sia bloccata la produzione e poi la si sia riaperta perché la serie è risalita uscendo dalla zona pericolo. I piani vanno fatti lo stesso, ma i giochi si possono sempre riaprire, se li riaprono i lettori. 4. Come sarà il 2016 di AW? Questo lo leggerete sulle anticipazioni del sito Bonelli per l'anno prossimo. Io posso solo dire: molto succoso. Tutti stanno dando il meglio. Per i disegnatori questa serie è stata ed è un trampolino. Nessuno la prende sottogamba.

Uno smacco di sicuro, per un editore, che negli ultimi anni preferiva lanciare miniserie piuttosto che serie pronta a continuare, vendite permettendo, all’infinito.
Invece in pochi anni hanno chiuso testate storiche come Mister No, quasi storiche come Dampyr e, nuovi progetti come Saguaro.

C’è da dire che, Bonelli è un Editore che:
  • fa pagare poco i propri fumetti per il numero di pagine proposte al mese (in media 3,3 euro per 98 pagine di fumetto);
  • crea personaggi con autori e disegnatori propri (che deve pagare a differenza di chi cura solo le traduzioni);
  • svolge un’attività di stampa cospicua in quanto vuole essere presente nelle edicole italiane (dove c’è il reso) a differenza delle fumetterie (dove non c’è).

 A fronte di questo, un fumetto deve vendere più di 20mila copie per rimanere nei suoi ranghi. Questo fu il motivo per cui anni fa di Magico Vento, chiuse. Il fumetto, nonostante la sua scomparsa, era molto apprezzato. Ancora oggi e, nonostante una ristampa parziale a colori da parte di Panini Comics, gli arretrati Bonelli della serie regolare sono molto ricercati nei mercatini dell’usato (notizia confermatami anche da dei gestori di fumetteria).
Spider Man, il fumetto più venduto dei comics Marvel e Dc in Italia, fa circa 14mila copie. Leggevo che Batman non arriva neanche a 7 mila… Fate un po’ voi le giuste proporzioni.(*)
Quindi anche Adam Wild non è riuscito a superare il fattore vendita.
E mi ripeto, è un peccato. Avevo preso i primi 4 numeri, successivamente ho avuto l’occasione di recuperare un’altra decina di numeri come usati. E l’idea era di continuare con l’acquisto dei numeri.
Proseguendo la storia da dove mi ero fermato, mi sono veramente appassionato al personaggio.
Ogni numero riporta delle ottime note che introducono alla storia, che spiegano attraverso riferimenti storici (la conquista del Kilimangiaro, la tratta degli schiavi, gli esploratori realmente esistiti), il perché il protagonista vivrà determinati momenti.


E’ vero, fa strano vedere una sorta di esploratore un po’ Zagor, un po’ Tex Willer in Africa. Non è propriamente invitante. Ma il tutto secondo me ci sta. E forse era questo, più che la debolezza (per me inesistente) delle storie, la sua sfortuna. Pochi hanno avuto il coraggio di provare a leggere un personaggio così particolare.
Se Saguaro era veramente un fumetto debole e troppo classico per i lettori di oggi, Adam Wild poteva farcela.
Purtroppo, la quota minimo 20mila copie ha colpito ancora.


(*) Questi dati di vendita sono solo a titolo di esempio e provengono dalle letture di vari blog e siti che ho fatto nel corso del tempo. Ora non ho voglia di andare a ricercare le fonti ecc. accettateli in buona fede.
Di sicuro il mio scopo NON è quello di parlare dell’argomento “Quante copie vende un editore? Perchè in America ci sono i dati “certi” di Diamond e qui no?”

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